Chi ha in mente di camminare fino ad Assisi ha davanti poco più di un mese per decidere. Il 3 ottobre 2026 cadono gli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, morto il 3 ottobre 1226, e la data richiamerà pellegrini e visitatori italiani e stranieri sui sentieri che portano alla sua città. Un cammino non si improvvisa nel fine settimana: è un percorso a piedi diviso in tappe, cioè in tratti che si coprono in una giornata dormendo ogni sera in un posto diverso.
Il numero che dà la misura della cosa è 1.546 chilometri. Tanto misura il Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce, l’itinerario che mette in fila i principali percorsi francescani italiani in un’unica rete, con Assisi come meta finale. La presentazione si è tenuta a Roma il 30 luglio 2026: c’erano il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, e gli enti che da anni lavorano sui percorsi francescani. L’itinerario è poi entrato nella piattaforma pubblica Italia.it.
Non è un sentiero solo: sono dieci rami
Quel totale non va letto come la distanza fra due punti. Il Cammino della Luce non è un tracciato unico, ma un insieme di direttrici che coprono mezza Italia centrale, e le regioni attraversate sono sei: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Nessuno le percorre tutte di seguito: si sceglie un ramo, e i rami hanno caratteri diversi, perché partono da città lontane fra loro e arrivano da direzioni opposte.
Le direttrici annunciate sono dieci:
- da Firenze a La Verna, in due varianti, una a nord e una a sud;
- da Rimini a La Verna;
- da La Verna ad Assisi, anche qui in due varianti, una per Caprese Michelangelo e una per Pieve Santo Stefano;
- da Roma ad Assisi lungo la direttrice Salaria;
- da Roma ad Assisi lungo la direttrice Tiberina;
- l’anello della Valle Santa di Rieti;
- da Ascoli Piceno ad Assisi;
- il tratto abruzzese.
Due nomi ricorrono più degli altri, e riconoscerli aiuta a leggere l’elenco. La Verna compare in cinque direttrici su dieci, tre che ci arrivano e due che ne ripartono verso Assisi: è il nodo settentrionale della rete. La Valle Santa di Rieti è invece l’unico tratto ad anello, cioè l’unico che si chiude dove è cominciato, senza obbligare a organizzare il rientro da un punto lontano.
Si parte dal Colosseo, non da un bosco
Un dettaglio distingue questo itinerario da molti altri: il tratto iniziale è urbano. Il percorso parte da Via dei Fori Imperiali e dall’area del Colosseo, e attraversa il centro di Roma prima di uscire verso la campagna. Il primo giorno somiglia più a una lunga camminata cittadina che a un’escursione.
La differenza fra le due cose sta proprio qui. L’escursione è una gita: si parte e si torna in giornata. Il cammino dura giorni, e l’attraversamento lento — di città, borghi, campagne — è il contenuto stesso del viaggio.
Pellegrini e camminatori laici, sullo stesso sentiero
Francesco è patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena, e l’ottavo centenario concentra sul 3 ottobre un’attenzione che il percorso non ha in un anno qualsiasi. Ma questi sentieri non sono frequentati solo da chi cammina per fede: il progetto parla di pellegrini e di viaggiatori come di due pubblici distinti, che seguono lo stesso tracciato per ragioni diverse.
L’inquadramento istituzionale è quello del turismo lento e diffuso: la formula indica gli spostamenti a bassa velocità, distribuiti su molti piccoli centri invece che concentrati su poche città d’arte. Borghi e aree interne — i territori lontani dalle grandi vie di traffico — sono la ragione per cui i cammini interessano al Ministero del Turismo, che ha inserito il percorso nei propri indirizzi di promozione insieme a ENIT.
Cosa resta da chiarire
La presentazione del 30 luglio ha fissato il perimetro dell’itinerario, non tutti i dettagli. Le singole direttrici verranno raccontate progressivamente, tappa per tappa, con le informazioni sui servizi per i camminatori lungo il percorso: per ora il quadro pubblico si ferma all’elenco dei rami e alla lunghezza complessiva, e il riferimento ufficiale dove cercare gli aggiornamenti resta la piattaforma Italia.it. Chi punta alle giornate intorno al 3 ottobre metta in conto un afflusso superiore alla media proprio nel tratto che converge su Assisi.


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