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Bisceglie: cosa vedere fra mare, pietra bianca e dolmen

Bisceglie: cosa vedere fra mare, pietra bianca e dolmen

Una tappa breve sulla costa adriatica pugliese: il Dolmen della Chianca, il centro storico in pietra bianca e mezza giornata di mare, tutto vicino.

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Sulla costa adriatica, fra Bari e Barletta, c’è una città che nella stessa giornata ti mette davanti a una tomba preistorica e a un porto dove si mangia il pesce appena sbarcato. Bisceglie sta in provincia di Barletta-Andria-Trani e ha una caratteristica che conta più di tanti elenchi di monumenti: è raccolta. Il centro storico si gira a piedi, il mare è lì accanto, e l’unica cosa per cui serve mettersi in macchina è il pezzo più antico di tutti.

Se stai valutando dove fermarti lungo l’Adriatico pugliese, questa è la risposta breve: Bisceglie merita una tappa se ti interessa vedere una cosa che altrove non c’è, il Dolmen della Chianca, e se ti va bene abbinarla a una mezza giornata di mare senza spostamenti lunghi.

Il dolmen: la ragione vera per fermarsi

Un dolmen è una sepoltura preistorica costruita con grandi blocchi di pietra piantati in verticale e coperti da un lastrone orizzontale. Niente malta, niente muratura: pietra su pietra, e sta in piedi da millenni.

Quello della Chianca è considerato fra i monumenti megalitici più importanti dell’Italia meridionale. Non sta in città: si trova nella campagna biscegliese, e per arrivarci serve l’auto o un mezzo locale. Vale la pena saperlo prima, perché è l’unica tappa dell’itinerario che non si raggiunge con una passeggiata.

Non è nemmeno l’unico. Nelle campagne intorno alla città restano altre costruzioni megalitiche, e con loro i segni di villaggi abitati in epoca remota: qui la vita non si è mai interrotta per millenni, e fra tutto quello che lo dimostra i dolmen sono semplicemente la parte che si vede meglio. È questo che rende la sosta diversa da una qualunque visita a un centro storico pugliese.

La pietra bianca del centro: cosa vedi davvero

Il centro storico è costruito nella pietra calcarea chiara che si cava in tutta la Puglia: è il motivo per cui i paesi qui hanno tutti quella luminosità un po’ abbagliante, soprattutto nelle ore centrali. Non è un vezzo estetico, è il materiale che c’era.

Il monumento principale è la Concattedrale di San Pietro Apostolo, indicata fra i massimi esempi del romanico pugliese. “Concattedrale” vuol dire che condivide il rango di cattedrale con un’altra chiesa della stessa diocesi: è una questione di organizzazione ecclesiastica, non di importanza artistica. Domina il centro storico ed è il punto da cui conviene partire.

Poi c’è il Castello Svevo con la sua Torre Maestra, che resta una delle testimonianze medievali più riconoscibili della città e ricorda che Bisceglie è nata come centro fortificato lungo la costa. Due chiese più piccole completano il quadro: Sant’Adoeno e Santa Margherita, quest’ultima con una pianta particolare e la caratteristica di non stare sulla strada principale, per cui va cercata.

Chi vuole capirci qualcosa di più ha due musei a disposizione: il Museo Diocesano e il Museo Civico Archeologico Francesco Saverio Majellaro. Il secondo è il complemento naturale della gita al dolmen. C’è anche la Grotta di Santa Croce, che aggiunge un versante naturalistico e archeologico al giro.

Mare, tempi e cibo: la parte pratica

Il litorale è la seconda anima della città, e vale la pena mettere in conto almeno mezza giornata da dedicarle. Ad agosto è la parte che si prende naturalmente il pomeriggio: il centro storico e i musei stanno bene la mattina o verso sera, quando la pietra chiara smette di rimandare tutta la luce che riceve.

Il porto è il punto in cui la città e il mare si toccano, ed è anche il posto dove il rapporto fra i due si vede meglio: qui la pesca ha determinato per secoli cosa si mangiava e a che ora si lavorava. In tavola finisce infatti il pesce dell’Adriatico, insieme alle orecchiette, ai legumi, alle verdure di stagione, alle focacce e ai prodotti da forno pugliesi, con l’olio extravergine e il grano duro a fare da base a quasi tutto.

Arrivarci è semplice anche senza macchina: Bisceglie ha la stazione ferroviaria ed è collegata con Bari, Trani e Barletta. Ma se il dolmen è il motivo per cui vieni, l’auto ti serve comunque per quel tratto.

Se hai più di un giorno

Bisceglie funziona bene come base perché ha intorno cose molto diverse a poca distanza. Sulla costa ci sono Trani, con la cattedrale costruita sul mare, e Barletta. Verso l’interno ci sono Andria e Castel del Monte, fra i luoghi più riconoscibili della Puglia.

Detto questo, la Puglia di settembre non è una cosa sola, e non è detto che questa sia la tua. Se cerchi artigianato e città d’arte oppure montagna e promontorio, la scelta cambia parecchio: ne abbiamo parlato nella guida ai tre viaggi possibili in Puglia a settembre, che aiuta a capire quale dei tre corrisponde a quello che hai in mente.

Vale la tappa?

Bisceglie non è una meta da vacanza intera, ed è giusto dirlo. È una tappa da un giorno, al massimo un weekend, e il suo punto di forza è esattamente la compattezza: nello stesso spazio ristretto ci sono un porto, le tracce delle fortificazioni, le chiese romaniche e, appena fuori, una sepoltura preistorica. Se quella combinazione ti interessa, ci sono tutte le ragioni per fermarsi; se cerchi solo il mare, lungo questa costa hai molte alternative equivalenti.

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