Agosto è finito e la domanda torna ogni anno: conviene ancora partire? La risposta breve è sì, ma a una condizione — sapere in quale settembre stai partendo. Perché di settembre, in Italia, ce ne sono almeno tre. I primi dieci giorni somigliano ancora all’estate. La decade centrale è quella dell’uva raccolta, delle mandrie che scendono dagli alpeggi e delle feste di piazza. L’ultima settimana, invece, ha già l’odore dell’autunno.
Capire in quale delle tre fasi cadono le tue giornate libere cambia la meta, il contenuto della valigia e spesso anche il prezzo. Qui sotto trovi come funziona il mese, dove porta ancora il mare, dove portano le colline e la montagna, e quando invece conviene rimandare a ottobre. Tutte le date riguardano il 2026.
Perché settembre non è più il mese di ripiego
Per anni settembre è stato il premio di consolazione di chi non poteva staccare ad agosto. Non è più così, e i numeri lo dicono. Una rilevazione Ipsos ripresa da Weekendieri stima che nel 2026 il 21% degli italiani metta le ferie proprio in questo mese: uno su cinque. Sempre secondo quella analisi, i dati SiteMinder descrivono settembre come un periodo ormai strategico per l’ospitalità italiana, con richiesta consistente anche dopo il picco tradizionale.
Cosa cambia per te, in concreto. Le temperature scendono a livelli più gestibili, le giornate restano lunghe abbastanza per una passeggiata dopo cena, e i luoghi turistici si liberano: SiViaggia segnala che in molte destinazioni la pressione dei visitatori cala e le condizioni di prezzo migliorano rispetto alle settimane centrali di agosto.
Attenzione però a un equivoco diffuso. Settembre non è automaticamente economico: proprio perché lo scelgono in tanti, diverse mete restano richieste. Il margine di risparmio, avverte Weekendieri, sta soprattutto in tre scelte: partire in settimana anziché nel weekend, prenotare presto, e guardare ai territori che non stanno in cima a nessuna classifica. Chi parte il primo weekend del mese verso una località di moda paga poco meno di quanto avrebbe pagato in agosto.
Le tre fasi del mese, in ordine di calendario
Questa è la parte che nessuna guida singola ti racconta, perché si vede solo mettendo in fila più calendari. SiViaggia ha pubblicato cinque elenchi regionali di feste e appuntamenti per settembre 2026: Veneto, Trentino-Alto Adige, Lazio, Lombardia e Puglia. Sommati fanno 65 voci. Ordinandole per giorno di apertura viene fuori una curva netta:
- 29 appuntamenti su 65 aprono entro il 10 settembre;
- 24 partono fra l’11 e il 20;
- appena 6 cominciano negli ultimi dieci giorni del mese;
- gli altri 6 erano già in corso da fine agosto.
Quasi metà del programma, insomma, si concentra nella prima decade. E la geografia è altrettanto sbilanciata: Veneto e Trentino-Alto Adige da soli occupano 40 delle 65 righe, mentre l’elenco pugliese ne conta 4. Il dettaglio regione per regione lo trovi nel calendario delle sagre di settembre 2026, dove sono raccolti luoghi, date e prodotti protagonisti.
Le tre fasi si riconoscono anche da segnali molto pratici. La finestra estiva si chiude davvero intorno al 15. Sulle Dolomiti, per esempio, l’arrivo in auto alla Valle di Braies è disciplinato fino al 15 settembre 2026 — la misura vale dal primo luglio — nelle ore comprese fra le 9 e le 16; e i voli Wizz Air per Olbia in offerta a metà agosto arrivavano soltanto fino al 5 settembre. Dopo il 20, il baricentro si sposta: arrivano le feste dell’uva, i rientri dagli alpeggi e le prime castagne.
Se vuoi ancora il mare
Chi punta al bagno ha una regola sola da tenere a mente: prima metà del mese, e più a sud possibile.
La Sardegna meridionale è la scelta che concilia mare e spostamenti brevi. Si atterra a Cagliari, si prende una base sola e da lì si girano spiagge molto diverse fra loro — Chia, Tuerredda, Cala Cipolla, Costa Rei, Villasimius con l’area marina protetta di Capo Carbonara — senza cambiare albergo ogni notte. Weekendieri consiglia la prima metà di settembre proprio perché è il momento in cui il clima è ancora pienamente estivo ma l’atmosfera si è già alleggerita. Sull’altra costa, quella nord-orientale, Olbia funziona da porta d’accesso: mezz’ora di auto e sei a San Teodoro, dove Cala Brandinchi si è guadagnata il soprannome di “piccola Tahiti” per la sabbia chiara e il fondale basso.
Lampedusa è l’opzione più radicale: ci si va per il mare e basta. Un avvertimento pratico da conoscere prima di prenotare: in alta stagione alla Spiaggia dei Conigli si entra a numero chiuso, prenotando e rispettando una fascia oraria assegnata. È una misura che protegge la riserva naturale in cui nidificano le tartarughe Caretta caretta.
In Sicilia occidentale il richiamo del mese è doppio. Il tratto fra Trapani e le Egadi conserva l’acqua estiva senza il caldo peggiore, e il Cous Cous Fest occupa San Vito Lo Capo per dieci giorni, dal 18 al 27 settembre: le Case del Cous Cous e l’Expo Village restano aperte dalle 12 a mezzanotte, ogni giorno, fra degustazioni, cooking show e gare fra cuochi di Paesi diversi.
Non serve però arrivare alle isole. Sul Tirreno laziale, Gaeta e San Felice Circeo tengono benissimo anche a mese inoltrato, e sull’Adriatico Termoli unisce spiaggia e borgo antico attorno al Castello Svevo. Sono territori dove il mare è solo metà del viaggio: se vuoi capire come si incastrano costa, colline e paesi, abbiamo dedicato un pezzo apposta ai borghi da girare con calma fra Lazio, Abruzzo e Molise.
Se preferisci colline, vigne e tavole apparecchiate
Settembre coincide con la vendemmia, cioè la raccolta dell’uva, e questo apre una parte d’Italia che ad agosto è semplicemente troppo calda da girare.
In Val d’Orcia il viaggio si fa lento per forza: strade bianche, filari di cipressi, una sosta a Pienza, una a San Quirico d’Orcia, le acque di Bagno Vignoni, un calice a Montalcino. È il paesaggio che l’UNESCO ha inserito nel patrimonio mondiale, e a settembre non ha né il caldo di luglio né la luce spenta dell’inverno.
Nelle Langhe la raccolta diventa un’esperienza a cui si partecipa. SiViaggia segnala due appuntamenti con date precise: al Villaggio Narrante di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba, 5 e 6 settembre, con musica, street food e la pigiatura a piedi nudi; alla Cascina Fontanette di Santo Stefano Belbo, dal 12 settembre al 4 ottobre, con raccolta dell’uva, pigiatura manuale e visita ai vigneti. Se il tema ti interessa, qui trovi anche il nostro percorso fra le cantine di Langhe, Chianti e Valpolicella.
Il vino di settembre però non è solo piemontese. Sull’Etna le cantine di Passopisciaro, Randazzo e Milo aprono a vendemmie guidate e degustazioni fra filari coltivati fino a novecento metri su terreni lavici; ai piedi del Vesuvio, fra Boscotrecase, Trecase e Somma Vesuviana, resistono vigne centenarie a piede franco. In Valtellina la viticoltura è di montagna in senso letterale: Mi Prendo e Mi Porto Via racconta la visita al vigneto Ca’ Guicciardi della cantina Nino Negri, oltre 35 ettari su terrazze a 450 metri di quota, e alle bottaie sotterranee del quattrocentesco Castello Quadrio. Tutto questo filone — uva, funghi, castagne, mercati di paese — lo abbiamo sviluppato nella guida su vendemmia, funghi e castagne mese per mese.
Restano due mete che a settembre danno il meglio. Il Lago di Garda concentra in poche settimane la 76ª CentoMiglia Internazionale del Garda del Circolo Vela Gargnano (5 e 6 settembre), Salò Botanica sul lungolago dal 17 al 20, e la 60ª Festa dell’Uva a Castelnuovo del Garda. L’Umbria, invece, si presta a un giro fra Assisi, Spello, Bevagna, Spoleto e Montefalco: il 5 settembre ad Assisi c’è la Marcia delle Otto Porte, il 6 a Scheggino la SpoletoNorcia Gravel, e il Festival Internazionale Green Music prosegue fino al 20 settembre fra Montefalco e Assisi.
Se cerchi aria fresca: la montagna che si svuota
Sulle Dolomiti settembre è il mese in cui i sentieri tornano respirabili. Auronzo di Cadore funziona da base comoda per le Tre Cime di Lavaredo, e da lì anche il Lago di Braies si raggiunge in giornata — tenendo presente il limite già citato sugli accessi in auto fino al 15 del mese.
Più a ovest, in Trentino-Alto Adige, il mese ha un ritmo tutto suo dettato dal bestiame. La desmontegada — il rientro delle mandrie dagli alpeggi estivi verso il fondovalle — diventa festa di paese: a Cavalese dall’11 al 13 settembre con le capre, a Primiero San Martino di Castrozza dal 24 al 27 con la Gran Festa del Desmontegar, sotto le Pale di San Martino. A Pieve Tesino, il 12 e 13, si celebra invece la transumanza delle pecore, con tosatura, mestieri antichi e prodotti caseari. Chi va per formaggi ha un appuntamento chiaro anche in Veneto: ad Asiago, dal 4 al 6 settembre, Made in Malga raduna i produttori caseari d’alpeggio di tutta Italia, e negli stessi giorni i giardini di Piazza Carli ospitano il Mountain Beer Festival, dedicato alle birre artigianali di quota.
Le sagre: cosa aspettarsi davvero
Se hai in mente la sagra come cena veloce in piazza, settembre ti smentisce. La Festa del Fungo Porcino, arrivata alla 34ª edizione e abbinata alla Fiera dell’Agricoltura, dura 18 serate di fila, dal 3 al 20 settembre. Nel 2026 cambia pure casa: lascia Lariano, che la ospitava da sempre, e trasloca a Velletri, in località Colle Rosso, nell’area del Teatro del Fieno. Nei fine settimana le cucine lavorano anche a mezzogiorno, dalle 11 del mattino fino alle 23; sul palco passano Serena Brancale il 3, i Gemelli Diversi il 16, LDA & Aka 7even il 20; e debutta un menù interamente senza glutine.
Un altro segnale di quanto il mese sia strutturato: il Borghi più belli d’Italia porta a Sammichele di Bari, dal 4 al 6 settembre, la diciottesima edizione del suo festival nazionale, fra convegni, laboratori, mostre ed esperienze enogastronomiche. In Veneto, a Isola della Scala, la Fiera del Riso si allunga addirittura fino al 13 ottobre, con avvio il 17 settembre.
Vale però una precisazione, perché evita delusioni. Nel calendario laziale pubblicato da SiViaggia, 10 voci su 13 non sono sagre ma mercati contadini: Frascati, Rocca di Papa, Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Monte Compatri, Marino, Ciampino, Roma. Sono mattinate di spesa diretta dal produttore, non serate con stand e musica. Bellissime se cerchi quello; una mezza fregatura se ti aspettavi tavolate e concerti.
Quanto costa e come ci si organizza
A metà agosto tre compagnie aeree hanno lanciato promozioni lampo pensate proprio per il dopo-estate, e anche se sono tutte scadute restano una fotografia utile dei prezzi. Wizz Air offriva il 15% su voli selezionati da Milano Malpensa con partenze fino al 10 dicembre, e sulla tratta per Palermo indicava biglietti da 14,99 euro. easyJet arrivava a sconti fino al 15% su rotte da e per l’Italia per viaggi dal 31 agosto al 30 novembre, con Malpensa-Catania da 17,49 euro. Ryanair, infine, tagliava 20 euro sull’andata e ritorno per partenze dal 1° settembre al 31 ottobre, con esempi come Pescara-Valencia a 17 euro e Milano Malpensa-Edimburgo a 18.
Tre offerte diverse, tre finestre di validità che si chiudono fra fine ottobre e fine novembre: è questo il periodo che le compagnie trattano come bassa stagione. Se ti muovi in quei mesi, sai dove guardare.
Sul resto valgono due accortezze semplici. La prima riguarda la valigia: a settembre si fa colazione in maniche corte e si cena con la felpa, soprattutto in montagna, sui laghi e nell’entroterra, quindi costume e giacca leggera convivono nello stesso bagaglio. La seconda riguarda il programma: il vantaggio del mese è avere più spazio, e riempire l’itinerario di tappe lo annulla del tutto.
Quando comincia davvero l’autunno
Se quello che cerchi sono i colori — il foliage, cioè il momento in cui le foglie virano al giallo e al rosso prima di cadere — settembre è ancora presto quasi ovunque. Le finestre indicate dalle fonti sono piuttosto concordi. Per i boschi del Molise, Viaggiando Italia indica come momento migliore le settimane che partono da metà ottobre e arrivano ai primissimi giorni di novembre, con differenze legate alla quota. Per le cascate piemontesi, la stessa testata indica la fascia fra fine settembre e metà ottobre, quando i sentieri sono ancora comodi e i colori già accesi.
Anche le castagne arrivano dopo. La Castagna di Montella, prodotto IGP dell’Irpinia, si raccoglie in autunno con il momento centrale fra ottobre e novembre: chi va a settembre trova i castagneti, non il raccolto. Il quadro completo, con i luoghi e le settimane giuste, è nella guida dedicata al foliage e al primo autunno italiano.
C’è un dettaglio che spiega bene perché queste cose vanno verificate prima: la Cascata del Toce, in Val Formazza, è alta e scenografica ma il suo flusso d’acqua dipende anche dall’uso idroelettrico, e viene rilasciato in orari e periodi stabiliti. Arrivare nel giorno sbagliato significa trovare una parete di roccia asciutta.
Torniamo da dove siamo partiti. Settembre non è un mese, sono tre, e il modo più sicuro di sbagliare vacanza è trattarlo come un blocco unico: mare a fine mese, foliage all’inizio, montagna alta senza controllare le regole d’accesso. Scegli prima in quale delle tre fasi cadi, e la meta viene quasi da sé.


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