Gnius Viaggi

Sagre nel Lazio a settembre 2026: due gite da Roma

Sagre nel Lazio a settembre 2026: due gite da Roma

Due sagre laziali a settembre 2026, una verso i Monti Tiburtini e una nella Tuscia: date, navetta gratuita, menù per celiaci e come organizzarsi.

Categorie:

Chi vive a Roma o nell’hinterland, a settembre, si trova davanti alla solita domanda: dove andare a cena fuori senza trasformare la serata in un viaggio. Il calendario laziale del 2026 mette a disposizione due risposte molto diverse fra loro, e la differenza non sta tanto nel piatto quanto nel modo in cui ci si arriva e in chi ci si porta.

La prima è la Sagra delle Pinciarelle di Montecelio, tre serate dal 4 al 6 settembre 2026 nel Giardino di San Michele, verso i Monti Tiburtini. La seconda si tiene a Oriolo Romano, nella Tuscia viterbese, ed è dedicata al fungo porcino: occupa due fine settimana interi, 11, 12 e 13 settembre e poi 18, 19 e 20 settembre 2026. Nessuna delle due si sovrappone all’altra, quindi in teoria ci si può andare a entrambe. Ma se devi sceglierne una sola, sotto trovi i dettagli che pesano davvero.

Le date non si accavallano: puoi andarci a entrambe

Vale la pena fissare subito il calendario, perchè è la cosa che si sbaglia più facilmente. Montecelio ha una finestra sola e stretta. Si comincia il venerdì 4 e si chiude la domenica, il 6 settembre, con il sabato in mezzo. Se salti quel weekend, l’appuntamento è rimandato all’anno prossimo.

Oriolo Romano funziona all’opposto. La ventunesima edizione della sagra del porcino non si esaurisce in tre giorni, ma si ripete identica su due fine settimana consecutivi. Il primo va da venerdì 11 a domenica 13, il secondo da venerdì 18 a domenica 20 settembre. È una differenza che conta se ti si incastra male un impegno: a Oriolo hai una seconda possibilità, a Montecelio no.

Messe in fila, le tre date coprono tre weekend di settembre uno dopo l’altro senza mai sovrapporsi. Chi ha voglia di girare può costruirci sopra un mese intero di uscite brevi, alternando i Monti Tiburtini e l’Alto Lazio. Le sagre del Lazio non sono le uniche di quella stagione: nel quadro delle sagre e dei festival dell’estate 2026 compaiono anche appuntamenti in Abruzzo, in Maremma e in Campania, utili se stai pensando a un weekend più lungo invece che a una serata.

Montecelio: il vantaggio si chiama navetta

Montecelio è una frazione storica di Guidonia Montecelio, ed è un borgo arroccato: vicoli, salite, pavimentazioni irregolari. Detto in modo pratico, è esattamente il tipo di posto in cui arrivare in auto la sera di sabato significa girare a vuoto cercando un posteggio.

Per il 2026 la sagra ha aggiunto la soluzione a questo problema, ed è la novità più concreta dell’edizione: un servizio navetta gratuito che parte dalla Piazza del Mercato di Guidonia. Lasci la macchina in pianura, sali sulla navetta, e il tratto in salita fino al borgo non è più un tuo problema. È anche l’unico caso, fra le due sagre di cui parliamo, in cui puoi cenare con calma senza pensare a chi guida al ritorno lungo le curve.

La sede della festa è il Giardino di San Michele, nell’area dell’ex convento di San Michele Arcangelo. Siamo alla ventottesima edizione, quindi non è un evento improvvisato: è una di quelle feste che il paese si tramanda.

Cosa sono le pinciarelle

Le pinciarelle sono un formato di pasta fresca tirata a mano tipico della tradizione monticellese. Niente di elaborato: ingredienti essenziali, lavorazione manuale, condimenti che vengono dalla cucina contadina del Lazio. Se ti aspetti un piatto da carta di ristorante, non è quello: è il tipo di pasta che si faceva in casa perchè costava poco e sfamava.

Un dettaglio da mettere in valigia, o meglio addosso: le scarpe comode servono davvero. E a inizio settembre, dopo il tramonto, l’aria in quota si rinfresca abbastanza da giustificare una giacca leggera.

Oriolo Romano: due weekend, la piazza e il menù per celiaci

Oriolo Romano sta ai margini della Tuscia viterbese, in provincia di Viterbo. La sagra si tiene in Piazza G. Santacroce, che in paese chiamano anche Piazza Umberto I, ai piedi di Palazzo Altieri: il palazzo domina la piazza, e questo dà alla festa una cornice che le sagre di paese raramente hanno.

Il protagonista è il fungo porcino locale. Il piatto simbolo sono le fettuccine ai funghi porcini, ma accanto ci sono minestre, risotti e altre ricette tradizionali costruite sullo stesso ingrediente.

Il dettaglio che a Montecelio non trovi

C’è un’informazione che, per una parte dei lettori, decide da sola dove andare: a Oriolo Romano è previsto un menù per celiaci, disponibile il venerdì, il sabato e la domenica, realizzato in collaborazione con AIC Lazio, l’associazione dei celiaci del Lazio. Vale su entrambi i fine settimana, visto che il programma dei due weekend è lo stesso.

Chi convive con la celiachia sa quanto sia raro trovare una sagra di paese attrezzata: normalmente la risposta è che si mangia altrove. Qui no. È l’unica delle due sagre in cui questa possibilità è dichiarata.

Se ci porti i bambini

Sempre a Oriolo il programma prevede una area bimbi con gonfiabili, attività di intrattenimento nel pomeriggio e spettacoli musicali dal vivo la sera. La struttura della giornata si legge da sola: si arriva nel pomeriggio, i bambini hanno dove stare mentre si passeggia in piazza, poi si cena e ci si ferma per la musica.

Su Montecelio le fonti non segnalano nulla di equivalente. Il consiglio che circola per il borgo tiburtino, se si va con i bambini, è semplicemente di scegliere una fascia oraria meno affollata.

Come ci si arriva partendo da Roma

Le due mete stanno in direzioni opposte rispetto alla Capitale, e questo cambia il modo di organizzarsi.

Per Oriolo Romano, chi parte da Roma ha due strade indicate dagli organizzatori: la Cassia in direzione Bassano Romano, oppure la Braccianese-Claudia passando per l’area di La Storta. Chi arriva da nord, cioè da Viterbo, resta sulla Cassia fino al bivio per Capranica e da lì segue le indicazioni per Oriolo. Per una gita in giornata l’auto resta l’opzione più gestibile: con i mezzi pubblici l’ultimo tratto va verificato prima, perchè in occasione di una sagra gli orari e l’affluenza cambiano le cose.

Per Montecelio il ragionamento è diverso, ed è qui che la navetta ribalta la situazione. Il punto di riferimento non è il borgo, ma Guidonia: si punta lì, si parcheggia in Piazza del Mercato e si sale sul collegamento gratuito. In pratica è l’unica delle due sagre in cui puoi arrivare senza affrontare le manovre nel centro storico.

Un’accortezza che vale per entrambe

Il venerdì e il sabato sera sono le serate in cui la gente si concentra. Chi può scegliere l’orario trova la piazza più vivibile presto: il pomeriggio, prima che scatti l’ora di cena, sia il sabato sia la domenica. Il venerdì sera resta l’opzione più calma delle tre serate. In una sagra di paese conviene poi mettere in conto i contanti e ritmi che non sono quelli di un ristorante.

Quale delle due, in concreto

Riassumendo per come si decide davvero. Se il problema è il parcheggio, o se sai già che a cena si beve qualcosa, Montecelio con la navetta da Guidonia risolve la serata: ma hai un solo weekend, quello del 4-6 settembre, e nessuna riserva.

Se invece nel gruppo c’è chi non può mangiare glutine, oppure ci sono bambini piccoli, Oriolo Romano è la scelta che ti toglie i problemi: menù per celiaci nei tre giorni con AIC Lazio, gonfiabili nel pomeriggio, e due fine settimana fra cui scegliere invece di uno. In cambio, la macchina te la devi gestire tu fino in paese.

Sono due gite di fine estate a breve raggio, non due viaggi. La differenza sta tutta nei dettagli pratici, ed è esattamente il motivo per cui vale la pena guardarli prima di partire e non dopo essere arrivati.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.