Viaggio a Reggio Emilia: perché visitare la città del Tricolore

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Nel cuore dell’Emilia, nel pieno centro della Pianura Padana, troviamo Reggio Emilia, graziosa città famosa per aver dato i natali al Tricolore italiano e per essere, insieme a Parma, luogo di produzione del Parmigiano Reggiano, il più famoso e consumato formaggio stagionato al Mondo.
Reggio Emilia, capoluogo dell’omonima provincia, è un comune che, soprattutto negli ultimi decenni, ha visto una rapida espansione e un’attenta riqualificazione, tutt’ora in atto, in particolare nel Centro Storico.

Reggio Emilia

Sono diversi i motivi per cui vi consigliamo di visitare Reggio Emilia: particolarmente piacevole è camminare tra le vie del centro e nelle sue numerose piazze e decisamente gustoso è, inoltre, deliziarsi il palato mangiando i prelibati piatti della tradizione reggiana. Scopriamo quindi quali sono i motivi per visitare, soggiornare e perché no acquistare casa per trasferirsi o investire a Reggio Emilia.

Il mercato immobiliare reggiano.

Partiamo proprio da qui, perché l’andamento del settore residenziale è, da sempre, indice della direzione intrapresa da una città. A sostegno di quanto detto in apertura, infatti, il mercato immobiliare di Reggio Emilia è assolutamente sano e, nel giro di pochi anni (in particolare, dal 2015 al 2018), il numero di compravendite portate a termine nel solo territorio comunale è aumentato di oltre il 40%. Questo dato, tutt’altro che scontato o fine a se stesso, è indice della bontà di quanto fatto per aumentare l’attrattività dell’intera città.

Se, infatti, sono molti coloro che decidono, avendone la possibilità, si cambiare casa a Reggio Emilia, tanti sono anche i “forestieri” che scelgono la città del Tricolore come luogo in cui vivere. Tra loro, vi sono anche diversi studenti universitari fuori sede, che animano il settore delle locazioni, anch’esso in costante crescita negli ultimi anni. A pochi chilometri dal Centro Storico, infatti, sorge una delle sedi principali dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in particolare i Dipartimenti di: Comunicazione ed Economia, Educazione e Scienze Umane, Scienze della Vita, Scienze e Metodi dell’Ingegneria.

Tour alla scoperta del Centro Storico.

Il centro urbano di Reggio Emilia è facilmente individuabile all’interno della Circonvallazione, i viali che ne circondano e definiscono la forma ad esagono allungato. Attorno ad esso, la città si è sviluppata e ampliata, ma è ancora oggi il cuore pulsante della vita reggiana, da visitare in tutta la sua bellezza.

Non è facile decidere da quale piazza partire per iniziare un percorso attraverso Reggio Emilia. Iniziamo quindi parlando dell’affascinante complesso delle Piazze dei Teatri, che comprende lo spazio da Piazza Cavour a Piazza della Vittoria. Il nome del sito deriva dal fatto che su di esso si affacciano sia il Teatro Municipale, il più grande in città, intitolato al famoso attore reggiano Romolo Valli, che gli altrettanto notevoli Teatro Cavallerizza e Teatro Ariosto. A fianco di Piazza della Vittoria, inoltre, ci si potrà godere un po’ di verde all’interno del grande Parco del Popolo.

Passando attraverso Piazza del Monte, si giunge in Piazza Prampolini, sede del potere temporale, “impersonato” dal Palazzo del Comune, e spirituale, essendo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Reggio Emilia. Attraversando il suggestivo Vicolo Broletto, inoltre, in pochi passi si approda in Piazza San Prospero, patrono della città, la cui Basilica è difesa dagli sguardi vigili di sei grandi leoni in marmo rosso.

Il tour delle piazze di Reggio Emilia si conclude nella rettangolare Piazza Fontanesi, ornata da frondosi tigli e circondata su due lati da eleganti portici. Abbiamo lasciato questa piazza come ultima tappa del tour perché su di essa si affacciano numerosi ristoranti, caffè, cockail bar e una gelateria, e dunque luogo ideale dove concludere la giornata. Non a caso, infatti, in Piazza Fontanesi si ritrovano, soprattutto nel weekend, numerosi giovani, per passare serate in compagnia.

Arte e cultura a Reggio Emilia.

Il comune emiliano è, da sempre, luogo di incontro e di espressione libera delle arti e della cultura. Per chi è amante della pittura, della scultura e della storia in generale, ad esempio, non potrà assolutamente negarsi una visita alla rete dei Musei Civici, di cui fanno parte, tra gli altri luoghi, il Palazzo dei Musei, il Museo del Tricolore e la Galleria Parmeggiani.

Chi ama il teatro potrà gustarsi una delle tante rappresentazioni ospitate nei già citati, e architettonicamente notevoli, teatri reggiani: l’acustica del Teatro Valli è considerata assolutamente ineccepibile. Coloro che, in particolare, sono interessati al balletto, Reggio Emilia è famosa per due importantissime scuole di danza, riconosciute a livello nazionale, ma non solo: negli ultimi decenni, l’intensa attività legata all’arte della danza ha portato l’Aterballetto e la Cosi-Stefanescu a calcare alcuni dei più importanti palchi nazionali.

Una eclettica iniziativa, infine, ha portato a Reggio Emilia un intenso flusso di appassionati da tutta Italia: stiamo parlando di Fotografia Europea, manifestazione culturale che, dal 2006, anima le primavere reggiane (il fulcro del programma è, in linea di massima, focalizzato tra maggio e giugno). La manifestazione si caratterizza per una serie di mostre, eventi, incontri, dibattiti e spettacoli circa il mondo della fotografia, ogni anno focalizzato su un diverso tema di rilevanza sociale e culturale.

La prelibata cucina reggiana.

Reggio Emilia è uno dei centri più importanti dell’Emilia e questo, già di per sé, dovrebbe essere sufficiente. Questa regione è una delle più importanti, dal punto di vista culinario, non solo d’Italia, ma addirittura del Mondo. Il comune reggiano può vantarsi, oltre che di essere principale produttore, insieme a Parma, del Parmigiano Reggiano DOP, anche di poter servire sulle proprie tavole alcune prelibatezze di reggianissima nascita.

Tra gli antipasti: lo gnocco fritto, rombi di impasto a base di farina fritti, da consumarsi con salumi misti; l’erbazzone, una sorta di torta salata ripiena di bietole o spinaci e cosparsa di lardelli; le chizze, pastasfoglia cotta in forno (diffidate di chi dice che siano fritte) ripiena di formaggio, prosciutto cotto o come l’erbazzone.

Per quanto riguarda i primi piatti tra tortelli, cappelletti, riso, lasagne e passatelli, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per capire di cosa stiamo parlando occorre almeno una settimana di pasti e uno stomaco che non teme nulla.

La categoria dei secondi è forse quella meno ricca, per quanto riguarda la tradizione di Reggio Emilia. Certo è che, il carrello dei bolliti, è la reggianità fatta e finita: una serie di tagli di carne succosi e saporiti, che soddisferà ogni tipo di palato.

Per chiudere in bellezza potrete godere di uno dei tanti dolci tipici reggiani: dovrete però scegliere tra la spongata (due dischi di pasta che racchiudono un impasto di marmellata, miele, frutta secca), la zuppa inglese (strati di savoiardi imbevuti nell’Alchermes, intervallati da crema pasticcera e crema al cacao), la torta di riso o la torta di castagne.

Infine, per quanto riguarda il vino, la scelta non può che ricadere su un buon Lambrusco rosso DOC, ma che sia assolutamente prodotto in uno dei tanti vitigni reggiani!

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