Le leggende sul guscio crepato della tartaruga

nigeria

Oggi non parliamo di vacanze e viaggi, ne foto di posti, ma cerchiamo di conoscere un nuovo posto grazie alle storie che si tramandano oramai da centinaia di anni.
Oggi è la volta di una leggenda che arriva dalla bellissima Nigeria.

Sapevate che una volta i gusci delle tartarughe erano lisci lisci come la seta?
Tutto cambiò quando tanto tanto tempo fa una tartarughina smarrì la strada di casa e si ritrovò ne regno degli uccelli.
Gli uccelli, benevoli, la crebbero meglio che potevano, ma purtoppo la tartarughina non potendo volare divenne sempre più gelosa e avida di tutto quel che riusciva ad avere, sempre decisa ad avere sempre di più!
Dopo centinaia di anni gli uccelli del regno si erano ormai abituati al
suo brutto carattere e per loro il comportamento della tartaruga ormai grande era diventata la normalità.
Un bel giorno il re degli uccelli, ecco perché si chiama Aquila Reale, invitò tutti gli abitanti del regno a una grandissima festa e mandò a volare il suo messaggero chiedendo il nome ad ognuno degli uccelli del regno per fare la lista degli invitati.
Purtroppo la tartaruga non poteva volare e, visto il suo brutto carattere, nessuno diede il suo nome al messaggero del re.
Giunto il giorno della festa tutti gli uccelli cominciarono i preparativi, chi si ripuliva il becco, chi si sistemava le penne e chi si aggiustava la coda.

La tartaruga vedendo tutti questi preparativi seppe della festa del Re, e pensando al buon cibo che avrebbero servito iniziò a chiedere a tutti:
«Portatemi con voi, vi prego, ve ne sarò riconoscente a vita!»

Gli uccelli, sempre benevoli, si lasciarono convincere ed il più anziano disse:
«Va bene, ognuno di noi ti darà una penna, così potrai costruirti delle ali per volare fino al palazzo del Re. Ma ricorda: solo se hai dato il tuo nome al messaggero potrai entrare!».

La tartaruga ci pensò su per parecchio tempo e disse:
«Dirò che il mio nome è “tutti”, e dovranno farmi passare perché il messaggero ha chiesto il nome di “tutti”»

Finito di costruire delle grandi ali colorate fatte con le penne donate da tutti gli uccelli del regno la tartaruga volò verso il castello, diede il suo nome ed entrò alla festa.
Dopo i saluti e le presentazioni, i giochi, i balli e la musica il Re chiamò i camerieri dicendo:
«Si inizi la cena. Portate il cibo per tutti!»

La tartaruga, che aveva detto di chiamarsi “tutti”, si avventò sui tavoli e in men che non si
dica mangiò tutto quello che avevano portato i camerieri.

Gli altri uccelli non poterono fare nulla, e tanta fu la rabbia e tanta fu la fame che decisero di dare una lezione come si deve all’antipatica tartaruga!
Passarono uno a uno vicino alla tartaruga e si ripresero la penna che le avevano donato per costruire le ali e volarono via, lasciandola li da sola e senza ali per tornare a casa.
Ma senza ali il Re, Aquila Reale, avrebbe visto che non era un uccello e l’avrebbe mangiata. Se voleva salvarsi doveva buttarsi giù dal castello.

Guardò da più finestre che poteva, e scegliendo una finestra che dava su un prato si gettò di sotto confidando che il suo robusto guscio l’avrebbe protetta dalla caduta.
Ma con tutto il cibo che si era mangiata il suo peso era più che raddoppiato e quando cadde al suolo il guscio si spaccò in mille pezzi!

La tartaruga vedendo il suo guscio, la sua casa, in frantumi iniziò a piangere, ma nessuno degli uccelli dopo quel che aveva fatto la volle aiutare.
Solo una lumachina, sentendo i lamenti della tartaruga, si avvicinò e le disse:
«Non piangere per il tuo guscio. Ti aiuto io a ricostruirlo!»
E così fece, pian pianino prese ogni pezzo e piano piano lincollò uno all altro con la sua bava, e la tartaruga, anche se il suo guscio non era più liscio come la seta, ma ruvido e bitorzoluto, fù così felice che divenne la migliore amica della lumaca per il resto della sua vita!

Ecco, grazie a questa leggenda Nigeriana ora sapete perché i gusci delle tartarughe sono fatti così, e vedendo la storia della tartaruga Freddy e del suo guscio stampato in 3D non sembra neanche così irreale!

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