Pastrami, la tradizione della carne speziata

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La ricetta del pastrami affonda le sue radici in tempi antichissimi. Già nel Paleolitico l’uomo andava a caccia degli animali e con le carni riusciva a sfamarsi e a sfamare la propria cerchia. Al tempo era essenziale nutrirsi e sfruttare fino all’osso l’animale che si era cacciato, perché questo richiedeva un grande sforzo da parte dell’uomo. Per lo sviluppo della nostra specie è stato fondamentale riuscire a nutrirsi in questo modo, ma la pericolosità e la rapidità con cui la carne si deteriorava ha richiesto uno slancio d’ingegno da parte dell’uomo.

pastrami
Fu una piccola rivoluzione l’introduzione del sale come metodo di conservazione degli alimenti perché in grado di frenare la degradazione.

Sotto sale per una lunga conservazione

Nasce probabilmente per un motivo pratico il pastrami, carne molto utilizzata in paesi come la Romania, la Turchia e Israele. Il sale è stato il predecessore di frigoriferi, congelatori e macchine per il vuoto ed era il modo per conservare i cibi che ha permesso ai nostri avi di non sprecare le preziosissime risorse. Per questa pratica viene di solito utilizzato il sale grosso, così prezioso che anche il salario ne prende per l’importanza. Ed è principalmente da questo sistema che nasce la gustosa ricetta del pastrami.

Dall’Impero Ottomano fino a noi, il pastrami 

Una carne che evoca tradizioni arrivate a noi dall’Impero Ottomano e sviluppatesi nel tempo e a seconda delle culture in cui è arrivata. La sua ricetta è in grado di garantire la conservazione di questa carne, sopratutto il manzo, per lungo periodo. Le spezie che vengono utilizzate contribuiscono a rendere il sapore del pastrami unico e caratteristico. Un piatto semplice che ha travalicato i confini geografici ed è riuscito a diventare popolare anche oltreoceano. Spesso viene servito a mo’ di sandwich, tra due fette di pane di segale. 

Tante spezie, gusto deciso per una carne famosa

L’origine del nome si rifà alla carne di manzo utilizzata per questa preparazione, soprattutto in Romania, dove infatti è chiamato pastramă. Altre varianti poi si possono trovare in Turchia e Israele, spesso di petto di tacchino. Il pastrami può essere servito sia come panino per farne uno spuntino, in rumeno sendviş de pastramă, che a mo’ di roast beef. È diventato famoso anche grazie al film “Harry ti presento Sally”, con Mag Ryan che lo gusta in una delle scene più famose della pellicola. Se vero che gustato nelle città in cui è nato è una sensazione impareggiabile, è vero anche che è possibile preparare il pastrami  tra le proprie mura domestiche: cimentarsi con questa ricetta gustosa e in linea con lo Zero Spreco è divertente e istruttivo. 

Le fasi della ricetta del pastrami

Per eseguire la ricetta del pastrami originale è necessario utilizzare la punta di petto di manzo, ma non solo. La salamoia è un processo da eseguire molto attentamente per non incappare in rischi batterici. Questa ricetta permette di sbizzarrirsi con le spezie combinate a sale, zucchero e miele. Vengono solitamente utilizzate spezie per macinatura, coriandolo, senape, aglio e pepe. La salamoia è un lungo e sapiente procedimento nel quale la carne viene fatta insaporire. Seguirà l’affumicatura, un altro passaggio fondamentale da eseguire con quercia, acero o legno di alberi da frutto. Infine, come dice la ricetta originaria, è necessario cuocerlo: in forno o sul barbecue e sarà poi pronto da mangiare avvolto da fette di pane e accompagnato con salse o insalata. Ecco che il pastrami potrà essere conservato per oltre 6 mesi in congelatore per gustarlo come snack o come portata principale. 

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