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Terme di Capasso e Irpinia: weekend tra acqua calda e borghi

Terme di Capasso e Irpinia: weekend tra acqua calda e borghi

Mezza giornata nelle vasche di Contursi Terme e il resto tra Purgatorio, Pietraroja e Buonabitacolo: prezzi, orari e quando conviene andare.

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C’è un modo di passare un fine settimana in Campania che non prevede il mare: mezza giornata dentro l’acqua calda a Contursi Terme, nell’entroterra di Salerno, e il resto del tempo a girare paesi che si chiamano Purgatorio o Buonabitacolo. Due curiosità diverse, che però stanno nella stessa fascia di territorio e hanno lo stesso calendario.

Il punto pratico è questo: i mesi in cui l’entroterra campano si gira meglio sono anche quelli in cui il biglietto delle terme torna alla tariffa più bassa. Un martedì di settembre costa cinque euro meno di un giorno d’agosto e regala paesi vuoti invece che roventi. Se stai già guardando il Sud lontano dalle rotte più battute, questo è uno degli itinerari che ci stanno dentro.

Contursi Terme, dove l’acqua esce a 47 gradi

Il complesso Capasso sta dentro la Valle del Sele, nel comune salernitano di Contursi Terme: l’indirizzo è via Nazionale Bagni, chilometro 100,2. Non è una spa di città: siamo nella zona dei Bagni, dove le sorgenti calde escono dal terreno da secoli e gli stabilimenti sono più d’uno.

Il cuore della struttura, racconta I Viaggi di Liz, è un parco all’aperto disteso su quattro livelli, per circa 3.000 metri quadrati. A differenza di una normale piscina riscaldata, qui ogni vasca ha la sua temperatura: si va dal Bagno di Venere, intorno ai 30 °C, al Bagno Dolce sui 37, al Bagno di Ercole vicino ai 40, fino a un geyser naturale — un getto che schizza fuori da solo dal sottosuolo — che tocca i 60 °C. Tra la vasca più fresca e il getto più caldo ballano trenta gradi, ed è su quel salto che è costruita la visita: ci si sposta, non si resta fermi in una piscina sola.

Le sorgenti Capasso sgorgano a circa 47 °C. La struttura classifica l’acqua come minerale termale solfurea bicarbonato-alcalina: è la sigla tecnica che dice quali minerali sono sciolti dentro, a partire dallo zolfo. Nelle varie vasche, però, la temperatura viene poi differenziata.

Quanto costa entrare e perchè il giorno della settimana pesa

I prezzi che seguono sono quelli riportati dalla guida di I Viaggi di Liz nell’aggiornamento del 2026, sulla base delle tariffe del sito ufficiale. Per l’ingresso giornaliero al parco termale valgono due fasce: 15 euro a persona dal lunedì al venerdì, con agosto fuori dal conteggio, e 20 euro nei fine settimana, nei giorni di festa, nei ponti e per tutto il mese di agosto. Cinque euro di scarto vogliono dire un terzo in più: non è un dettaglio, se si va in due o in quattro.

Per i bambini fra i 4 e i 10 anni si scende a 10 euro. C’è poi un abbonamento da dieci ingressi feriali a 120 euro, che diviso per le entrate fa 12 euro a volta: tre in meno del biglietto infrasettimanale, un quinto risparmiato, ma solo per chi ci torna spesso.

Nel biglietto sono compresi l’accesso alle piscine e alle cascate all’aperto, spogliatoi e docce, il wi-fi e il parcheggio, che è gratuito. Non serve dormire in albergo per entrare: il parco è aperto anche a chi arriva solo per la giornata, con il limite dei posti disponibili, e la struttura invita a prenotare nei periodi più richiesti.

Gli orari sono lunghi: dalle 9 alle 23, con chiusura posticipata a mezzanotte il venerdì, nei prefestivi — il giorno che precede una festa —, nei festivi e in agosto. Le vasche funzionano tutto l’anno, mentre alcuni stabilimenti della zona lavorano solo d’estate.

Con i bambini si entra, nella SPA solo dai 14 anni

Qui conviene tenere separate due cose che spesso si confondono. Il parco delle piscine all’aperto è accessibile ai bambini di qualsiasi età; il centro benessere interno, invece, si apre solo a chi ha compiuto 14 anni. Chi viaggia con i figli piccoli non è tagliato fuori: è la parte SPA a essere riservata.

In quel percorso interno rientrano, a seconda della formula, la stanza del sale, il bagno turco, la sauna finlandese, le docce emozionali, i massaggi, i trattamenti e un’area per il riposo. Esistono anche pacchetti che uniscono il pernottamento nell’hotel a quattro stelle collegato al complesso, le piscine, il benessere e i massaggi. Per chi vuole solo immergersi basta il biglietto del parco.

Nella borsa servono costume, cuffia, ciabatte antiscivolo, un telo e un cambio asciutto. A bordo piscina c’è un bar per pranzi leggeri, mentre il ristorante interno resta riservato a chi dorme in albergo. I cani di piccola taglia entrano nell’hotel, ma non nelle piscine, nella SPA e al ristorante.

Un’avvertenza che la guida mette per iscritto e che vale la pena riportare: fare un bagno termale è una cosa, usare l’acqua a scopo di cura per una patologia è un’altra, e in quel secondo caso la scelta del trattamento va valutata con personale sanitario.

Purgatorio, Buonabitacolo, Pietraroja: i paesi dai nomi improbabili

L’altra metà dell’itinerario comincia fuori dalle vasche. Un toponimo, cioè il nome di un luogo, quasi mai nasce per caso: secondo Viaggiando Italia dietro i nomi campani più bizzarri ci sono il latino, i termini dialettali, i riferimenti geografici o religiosi, le dominazioni che si sono succedute e le trasformazioni del territorio. Il nome curioso, insomma, è il filo che porta a una storia locale concreta, non una battuta da fotografia.

  • Purgatorio: non un modo di dire, ma una frazione dell’avellinese Montoro. Il nome spiazza per primo e porta dritto nell’Irpinia rurale fatta di colline e borghi diffusi.
  • Conza della Campania, sempre in Irpinia, con un passato antico e una posizione che nell’entroterra era strategica; meglio andarci in primavera, stagione in cui il paesaggio è più vivido di colori.
  • Montecalvo Irpino, nell’area interna dell’Avellinese: un nome che suona medievale e che funziona bene inserito in un giro più ampio, non come tappa isolata.
  • Pietraroja, nel Beneventano, dove il suono del nome anticipa il paesaggio di roccia e montagna; autunno e primavera sono le stagioni indicate per le camminate nei dintorni.
  • Buonabitacolo, nel Salernitano interno, dalle parti del Vallo di Diano: un nome quasi di benvenuto, buono come sosta lungo un itinerario più lungo.

Incrociando i due percorsi salta fuori una coincidenza geografica: la fascia dove si concentrano questi toponimi — l’entroterra di Avellino, quello di Benevento e il Salernitano interno — è la stessa in cui ricade Contursi. Terme e paesi strani non sono gite alternative, ma pezzi dello stesso territorio. Chi vuole allungare verso il capoluogo irpino trova già pronta una lista di dieci mete a un’ora da Avellino, e per una giornata all’aria aperta senza allontanarsi c’è il Laceno, il lago dell’Irpinia verde. Se invece la voglia è quella della Campania di costa, il contrasto più netto lo dà Furore, il borgo senza piazza della Costiera.

Settembre e ottobre: paesi al meglio, biglietto al minimo

Le due fonti guardano a cose diverse e finiscono per indicare la stessa finestra. Per i borghi interni i mesi più equilibrati sono aprile, maggio, settembre e ottobre: temperature miti, luce buona e centri storici che si girano a piedi senza soffrire. L’estate funziona solo pianificando bene ed evitando le ore centrali; l’inverno resta per chi ama l’atmosfera raccolta dei paesi dell’interno.

Per le terme il ragionamento è opposto e complementare. Il freddo è il momento in cui l’acqua calda rende di più, per il contrasto con l’aria esterna, e infatti la struttura tiene aperto tutto l’anno; l’estate è il periodo più affollato, e ad agosto la tariffa festiva viene applicata anche nei giorni feriali. Ne esce che un giorno infrasettimanale di settembre è il punto in cui le due esigenze coincidono: si paga la tariffa bassa da 15 euro, si trovano i paesi nel loro mese migliore e non ci si scontra nè con il pienone di agosto nè con il caldo che rende faticoso salire per i vicoli.

Resta un dettaglio logistico: nell’entroterra campano i mezzi pubblici non sono comodi e l’auto è la soluzione praticabile per collegare più paesi in un giorno. Alle terme il parcheggio non si paga, quindi la spesa della giornata resta quella del biglietto. Chi ragiona invece sul ponte di inizio novembre trova raccolte altre terme del Sud aperte fuori stagione.

Un weekend che si tiene in piedi da solo

Il filo, come si è visto, è il calendario: l’inizio dell’autunno mette d’accordo un parco termale che costa meno quando non è agosto e un entroterra che proprio allora diventa comodo da percorrere. Non è un giro da fare in fretta: i paesi si apprezzano camminando e le vasche di Contursi chiedono ore. Ma è il tipo di Campania che non finisce nelle cartoline: acqua a 47 gradi in una valle interna e cinque cartelli stradali con sopra dei nomi che nessuno si aspetta.

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