Il Piemonte occidentale si legge bene se lo si divide in due raggi. Il primo è corto e parte da Torino: nel giro di un’ora si passa dalle residenze sabaude ai laghi e alle abbazie di valle, e per due tappe non serve nemmeno l’auto. Il secondo è più lungo e scende verso la provincia di Cuneo, dove i borghi si distanziano fra loro e il mezzo privato diventa quasi obbligatorio. Il punto in cui i due raggi si toccano sono le Langhe, ed è lì che conviene decidere se il viaggio dura mezza giornata o un weekend intero. Se stai ragionando su tutto il settentrione, il quadro d’insieme sta nella nostra guida ai borghi, laghi e cascate del Nord Italia meno battuti.
Mezza giornata da Torino: le due tappe che si fanno senza auto
La Reggia di Venaria Reale resta la gita più comoda in assoluto: venti-trenta minuti dal centro, secondo l’itinerario firmato da Viaggiando Italia, quindi compatibile anche con una mattinata sola. Il complesso barocco vale per gli interni quanto per i giardini, che danno il meglio in primavera; chi preferisce meno gente in giro trova l’autunno più adatto.
L’altra meta raggiungibile senza mettersi al volante è la Basilica di Superga, che si guadagna con il trenino a cremagliera in partenza dalla zona di Sassi. Da lassù lo sguardo copre la città e l’arco alpino, ma la stessa guida mette in guardia da un errore ricorrente: salire solo per il panorama e ripartire senza dedicare tempo alla basilica e alla sua storia. Sono queste due, Venaria e Superga, le uniche tappe dell’elenco torinese che funzionano davvero anche senza macchina: vale la pena tenerlo a mente, perché nel Cuneese la situazione si rovescia del tutto.
Laghi e abbazie: la Val di Susa in una giornata piena
Trentacinque-quaranta minuti separano Torino da Avigliana, ai piedi della Val di Susa: un centro storico raccolto e due laghi attorno a cui camminare, con la primavera e l’autunno come stagioni migliori e le ore fresche come unica finestra sensata d’estate.
Poco più in su c’è la Sacra di San Michele, l’abbazia medievale diventata uno dei simboli della regione. Qui l’organizzazione conta: arrivare presto significa trovare meno folla e una luce che disegna meglio il profilo dell’edificio. Non è una destinazione comoda, e le scarpe adatte non sono un dettaglio. Chiude il gruppo Susa, a meno di un’ora dal capoluogo, con la sua eredità romana e un centro compatto che si esaurisce in una giornata breve.
Ivrea e Racconigi, se cerchi qualcosa di diverso dal solito castello
A circa un’ora da Torino, nel Canavese, Ivrea è riconosciuta patrimonio UNESCO per la città industriale legata a Olivetti: è un patrimonio novecentesco, non medievale, e per questo chiede una visita fatta apposta e non una sosta di passaggio.
Sul versante opposto sta Racconigi, con il Castello Reale e un parco molto esteso: è la scelta più semplice per chi viaggia con bambini, perché tutto si gioca su spazi aperti e pochi spostamenti. Proprio l’ampiezza del parco è il motivo per cui, nei mesi caldi, le ore centrali sono da evitare.
Le Langhe, dove i due itinerari si sovrappongono
È qui che la mappa cambia forma. Partendo da Torino si arriva in circa un’ora ad Asti, con le sue torri e un’identità enogastronomica forte, e a La Morra, borgo panoramico affacciato sui filari, che rende al massimo nel pomeriggio o al tramonto. Ma le stesse colline compaiono anche nell’itinerario dedicato alla provincia di Cuneo, che parte da Monforte d’Alba — centro storico raccolto, vie in salita, belvedere ed enoteche — e prosegue con Neive, case in pietra e un’atmosfera ancora poco turistica.
Tradotto in pratica: le Langhe non sono una destinazione sola, sono la cerniera fra la gita da Torino e il weekend cuneese. Chi ha una giornata si ferma a La Morra; chi ne ha due prosegue verso Monforte e Neive senza tornare indietro. Restando in zona, abbiamo raccontato altrove sia Serralunga d’Alba e il suo profilo medievale sia il paese che ha dato il nome al vino più famoso della regione, in questo ritratto di Barolo.
Più a sud: Saluzzo, Ostana e Garessio
Oltre le colline il paesaggio si irrigidisce. Saluzzo è una città-borgo di impianto medievale: si sale per stradine strette fra i palazzi antichi e, quando la via si apre, davanti compare il Monviso. rispetto alle Langhe il ritmo della visita cambia, perché il contesto è più urbano.
Lo stesso Monviso fa da fondale a Ostana, borgo alpino in pietra diventato un simbolo della rinascita delle terre alte e ancora fuori dai circuiti affollati. Garessio, infine, tiene insieme il paese storico e la località di montagna, con l’alta provincia tutta intorno: secondo l’itinerario cuneese di Viaggiando Italia le stagioni intermedie sono le più indicate, quando si cammina meglio e il borgo si vive con calma. Chi passa di qui d’inverno cercando montagna senza impianti trova altre idee fra le nostre proposte di settimana bianca per chi non scia.
Cosa si assaggia, e in che stagione
I prodotti del Cuneese seguono il calendario più dei borghi. In autunno arriva il tartufo bianco d’Alba, protagonista delle fiere e dei menu di stagione nell’area albese, e insieme a lui la castagna Cuneo, che porta con sé sagre e mercati nei paesi di valle. Tutto l’anno restano il Barolo, che si degusta meglio dove nasce, fra vigne e cantine, e la nocciola Piemonte IGP, riconoscibile nelle creme e nella pasticceria delle botteghe locali ma usata anche nel salato.
Il quinto prodotto merita una nota, perché il suo nome era già comparso in questo articolo: il Bra DOP è uno dei formaggi più rappresentativi dell’area cuneese, e Bra è anche la città a circa un’ora da Torino che l’itinerario del capoluogo segnala come base per esplorare il Roero. La stessa parola indica una tappa del primo raggio e un’eccellenza del secondo: è la prova più concreta che le due mappe descrivono un territorio solo.
Quanto tempo serve, e quando l’auto diventa indispensabile
La differenza pratica fra i due itinerari sta tutta nei mezzi. Attorno a Torino i collegamenti reggono, e Venaria e Superga si fanno in giornata anche senza macchina. Nel Cuneese, invece, l’auto viene indicata come la soluzione più pratica per toccare diversi borghi in un viaggio solo, e l’alternativa suggerita non è il treno ma il buon senso: scegliere una sola area, Langhe e Roero da una parte oppure le valli alpine dall’altra.
- Mezza giornata: Venaria oppure Superga, senza aggiungere altro.
- Una giornata: Avigliana con i suoi laghi, la Sacra di San Michele o Susa; in alternativa Racconigi con il parco, se ci sono bambini.
- Un weekend: le Langhe da La Morra a Monforte e Neive, oppure la linea alpina Saluzzo-Ostana-Garessio.
Due accortezze valgono per tutte le tappe. Gli orari di musei, abbazie, castelli, cantine e piccoli esercizi cambiano con la stagione, e nei borghi minori sono i più variabili: conviene verificarli prima di partire. E in due giorni cinque borghi si possono anche vedere, ma comprimerli è il modo più sicuro per non ricordarne nessuno; meglio poche tappe e qualche sosta lunga in piazza o al belvedere. Se la voglia di Piemonte resta anche dopo, il passo successivo naturale è verso nord, come racconta il nostro itinerario fra Valle d’Aosta e Piemonte — oppure verso le altre regioni del Nord Italia fuori rotta.


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